A cura di Ilenia Improda 4ASA e Fulvia Bucci 4ASA – WebTv F. Giordani
In occasione della presentazione del progetto “Cultura della Legalità”, alcune classi dell’Istituto Superiore “F. Giordani” di Caserta hanno avuto l’opportunità di partecipare a un incontro speciale con i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri di Caserta.
L’iniziativa, guidata dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Antonella Serpico,con relatrice Nicolina Grieco, ha visto gli interventi dei rappresentanti dell’arma e, in particolare, del Tenente Antonio Maria D’Alessandro.
È stato un momento di confro
nto e riflessione sui valori della legalità, della responsabilità e del rispetto reciproco, temi fondamentali per la crescita dei giovani cittadini di domani.
Il Tenente D’Alessandro, ventottenne originario di Taranto, ha raccontato la propria esperienza personale, spiegando come fin dai tempi del liceo abbia deciso di intraprendere la strada dell’Arma dei Carabinieri, proseguendo gli studi a Milano e poi nell’Accademia.
Dopo un periodo di formazione in Sardegna, dove ha avuto modo di conoscere e guidare giovani allievi carabinieri, oggi è al comando del Nucleo Radiomobile di Caserta. “Per noi il lunedì è uguale alla domenica – ha spiegato – perché abbiamo scelto di mettere gli altri davanti a noi stessi”.
Parole semplici ma piene di significato, che esprimono il senso profondo del servizio e del sacrificio di chi sceglie di dedicare la propria vita alla sicurezza degli altri.
Il Tenente ha poi voluto coinvolgere gli studenti con una domanda diretta: “Cos’è per voi la legalità?”. Le risposte dei ragazzi sono state varie: rispetto, giustizia, protezione, regola.
D’Alessandro ha sottolineato che non esiste una definizione univoca, perché la legalità è un concetto che ognuno deve interpretare e vivere in base ai propri valori e alle proprie esperienze. Tuttavia, ciò che accomuna tutte le interpretazioni è il senso di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.
Uno dei momenti più toccanti dell’incontro è stato quello dedicato al tema del bullismo.
Il Tenente ha raccontato un episodio personale, ricordando come da ragazzo fosse spesso preso in giro per il suo nome, considerato “da femmina”. Un tempo non si parlava ancora di bullismo: chi subiva offese o derisioni veniva semplicemente definito “sfigato”. Solo col tempo, ha raccontato, ha imparato a capire il proprio valore e a trasformare quella sofferenza in consapevolezza
. “L’insulto gratuito non è una critica,” ha ricordato, invitando tutti a riflettere sulle parole che si usano, perché possono ferire più di quanto si immagini.
Il bullismo, ha spiegato, non è solo un problema sociale ma un vero e proprio reato, che oggi si estende anche al mondo digitale con il fenomeno del cyberbullismo.
Per questo è fondamentale imparare a riconoscerlo, denunciarlo e non restare indifferenti. “Non possiamo permetterci di rinunciare a un pezzo di futuro per colpa del bullismo,” ha detto, esortando i ragazzi a non restare in silenzio di fronte alle ingiustizie.
Nel corso dell’incontro sono stati proiettati anche dei filmati che hanno mostrato situazioni reali e toccanti, utili per comprendere la gravità del problema e stimolare la riflessione. Successivamente, l’attenzione si è spostata sul tema della violenza, in tutte le sue forme: fisica, psicologica, morale ed economica. Il Tenente ha raccontato il caso di una donna che subiva atti di sabotaggio da parte dell’ex marito, ma che, per paura o abitudine, non trovava il coraggio di denunciarlo. Da questo episodio è nata una riflessione importante: la violenza non è solo quella fisica, ma ogni comportamento che mira a sottomettere o far soffrire un’altra persona. “Aprite gli occhi – ha concluso – perché oggi siamo ancora in tempo, domani forse no.”
L’incontro si è rivelato un’esperienza di grande valore formativo. Ha lasciato agli studenti un messaggio chiaro: la legalità non è solo rispettare le leggi, ma è anche rispetto, giustizia, consapevolezza e coraggio. È una scelta quotidiana che si costruisce con le parole, con i gesti e con la capacità di distinguere il bene dal male, anche quando farlo richiede forza e determinazione.