A cura di Fulvia Bucci 4ASA – WebTv F. Giordani
In occasione della presentazione del libro “Veronica: Solo l’amore non basta”, alcune classi del nostro istituto si sono riunite nell’Aula Magna per partecipare a un incontro intenso e profondamente formativo con l’autrice Antonella Palermo.
L’evento rientra nella rassegna di eventi della settimana dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne: una scelta consapevole della scuola, che ha voluto trasformare una singola giornata in un’intera settimana di dialogo, prevenzione e ascolto.
L’incontro, ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui il prof. Giuseppe Vozza, attualmente sindaco di Casagiove, la consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere avv. Fiorentina Orefice, la presidente dell’Ordine avv. Angela Del Vecchio, accolti dalla nostra dirigente scolastica Antonella Serpico. La moderazione è stata affidata alla giornalista Lidia Luberto.
Nell’apertura la dirigente Serpico ha ricordato la giornata internazionale contro la violenza sulle donne del giorno precedente, e sottolineato l’intento della scuola di dedicare un’intera settimana al tema perché «è un fenomeno importante di cui si dovrebbe parlare tutti i giorni», aggiunendo che gli eventi istituzionali sono parte di una continua sensibilizzazione sull’argomento fatta anche di progetti strutturati, come ad esempio il progetto «Parla», a cui ne seguiranno altri, per integrare l’educazione sentimentale e la prevenzione nella vita scolastica quotidiana.
L’autrice Antonella Palermo ha raccontato come il libro sia nato da una lunga inchiesta sul crescente numero di episodi di violenza che coinvolgono le donne. La sua ricostruzione della vicenda di Veronica — una ragazza la cui storia, iniziata tra i banchi di scuola, si è tragicamente conclusa con un femminicidio — si fonda sugli atti processuali e sulle testimonianze raccolte: nulla è romanzato. Palermo ha ricordato come la madre della vittima abbia trasformato il proprio dolore in impegno civile e ha lanciato un monito chiaro agli studenti: non bisogna mai arrivare «all’ultimo appuntamento», non bisogna avere vergogna di chiedere aiuto e non bisogna tacere.
Il dibattito si è arricchito con l’intervento del prof. Giuseppe Vozza, il quale ha sottolineato l’importanza dell’educazione sentimentale nelle scuole come strumento di prevenzione e ha auspicato che i comuni mettano in campo risorse e servizi dedicati, come punti di accoglienza per le donne vittime di violenza. Ha inoltre invitato gli studenti al confronto, ricordando che la partecipazione attiva e la capacità di pone domande sono essenziali per costruire consapevolezza.
La moderatrice Lidia Luberto ha richiamato l’attenzione sulla fragilità delle conquiste sociali delle donne, citando una frase simbolica: «Le conquiste delle donne sono troppo recenti per abbassare la guardia», evidenziando come il libro metta in luce la normalità apparente di molte relazioni che, partendo come qualsiasi rapporto adolescenziale, possono degenerare in dinamiche di controllo e violenza.
Molto toccante il momento del reading: alcuni studenti hanno dato vita ad alcune pagine del libro interpretando un dialogo tra la migliore amica della vittima e il carnefice, regalando alla platea un’immagine intensa e drammatica della vicenda.
Alla domanda di una studentessa su come riconoscere un comportamento patologico in adolescenza, Antonella Palermo ha risposto che uno dei primi segnali è l’isolamento: il passaggio dal «tenere a» al «controllare» è spesso sottile ma rivelatore, e chi cerca di fare il vuoto attorno alla partner mostra già atteggiamenti pericolosi.
L’intervento della presidente dell’Ordine degli Avvocati, Angela Del Vecchio, ha aggiunto una dimensione storica e civile alla riflessione: ricordando che l’Ordine e le pari opportunità hanno dedicato il mese di novembre alla lotta contro la violenza sulle donne, Del Vecchio si è rivolta alle giovani ricordando quanto siano costate alle generazioni precedenti le libertà di cui oggi si gode. Ha esortato le studentesse a investire nello studio e nell’indipendenza economica come strumenti fondamentali per preservare la propria libertà e contrastare ogni forma di dipendenza affettiva o oppressione.
L’incontro al Giordani si è così rivelato un momento di grande consapevolezza per la comunità scolastica: non solo una presentazione letteraria, ma un’occasione di confronto, formazione e impegno. La settimana tematica promossa dalla dirigente Serpico e gli interventi delle istituzioni presenti hanno tracciato una via concreta verso la prevenzione: parlare di violenza non basta, bisogna educare, riconoscere i segnali e costruire reti di protezione affinché storie come quella di Veronica non si ripetano.