A cura di Davide Nobili 4DI e Fulvia Bucci 4ASA – WebTv F. Giordani
Le classi del nostro istituto hanno partecipato a un incontro di grande valore con il magistrato Catello Maresca, impegnato da oltre vent’anni nella lotta alla camorra e protagonista di alcune tra le indagini più significative contro i clan. L’occasione è stata la presentazione del suo libro Il genio di Giovanni Falcone – prima il dovere, che racconta l’eredità umana e professionale del giudice Falcone. A moderare l’evento è stata la professoressa Amelia Ziccardi, affiancata dall’avvocato Vincenzo Iorio, dal dirigente dell’IC Cavour Aldo Improta e dalla nostra dirigente, la professoressa Antonella Serpico.
La professoressa Ziccardi ha aperto l’incontro spiegando ai ragazzi l’importanza del dialogo tra magistratura, avvocatura e scuola, ricordando che la legalità è un impegno condiviso che nasce prima di tutto dalla responsabilità individuale. Dopo la proiezione di un video dell’UNICA sulla lotta alla mafia e sulle stragi del ’92, la moderatrice ha invitato Maresca a raccontare il significato del titolo del suo libro. Il magistrato ha spiegato che il “genio” di Falcone era il suo senso assoluto del dovere e la capacità di cambiare per sempre il metodo investigativo grazie al follow the money e all’uso dei collaboratori di giustizia.
Maresca ha ricordato come l’incontro tra Falcone e Buscetta abbia segnato una svolta storica, e ha provocato i ragazzi con una domanda forte: «Siamo sicuri di non essere camorristi?». Ha spiegato che ogni scelta quotidiana contribuisce ad alimentare o a spegnere la cultura criminale, e che oggi molti giovani seguono modelli che esaltano violenza e illegalità. Ha parlato anche della sua infanzia nel quartiere di Barra e dell’insegnamento della nonna, che gli ripeteva che abbiamo sempre due voci da ascoltare: quella più facile ma sbagliata, e quella più saggia che invita a riflettere.
Dopo la lettura di un brano del libro da parte di uno studente, Ziccardi ha chiesto al magistrato se lo Stato fosse stato abbastanza attento nel proteggere Falcone. Maresca ha risposto che oltre agli errori tecnici è mancata una vera attenzione sociale, ricordando che nel 1989 qualcuno arrivò ad accusare Falcone di essersi “da solo” organizzato l’attentato dell’Addaura. L’avvocato Iorio è intervenuto parlando del valore della difesa dei diritti e della funzione rieducativa della pena, mentre Maresca ha sottolineato come spesso il carcere, invece, rafforzi la mentalità criminale.
La dirigente Antonella Serpico ha ringraziato gli ospiti e ha ricordato l’impegno costante della scuola nella promozione della legalità, citando l’esperienza della Nave della Legalità e il riconoscimento del Tricolore conferito al nostro istituto per il lavoro svolto negli anni.
Maresca ha chiuso l’incontro ricordando che nessuno nasce camorrista: lo si diventa con le scelte quotidiane. E proprio per questo, ha detto, la responsabilità dei giovani è enorme. «Gli uomini passano, ma le idee restano. E cammineranno sulle gambe di chi sceglierà di portarle avanti», ha concluso citando Falcone.
L’incontro si è chiuso con un applauso sentito, lasciando nei ragazzi un forte messaggio: la legalità non è un concetto astratto, ma una scelta, un impegno e un futuro possibile.